Letture

Hans Kmoch
I PEDONI
ANIMA DEGLI SCACCHI

ed. Prisma 1996, traduzione di Folco Ferretti

 

I pedoni, come ben sanno gli scachisti esperti, non sono solo pezzi con determinate capacità di movimento e di cattura, ma sono anche i primi e più importanti responsabili della configurazione strutturale della posizione.
In qualche modo, essi “disegnano” il campo delle operazioni, stabiliscono le nicchie per i pezzi maggiori, creano tensioni in questo o quel punto della scacchiera, stabiliscono le zone e le loro estensioni spaziali...
L’intera scacchiera è percorsa dalle loro catene come una grande muraglia o come un ponte, in cui possiamo individuare i punti forti e quelli deboli, i punti di rottura o quelli su cui fare leva.

Hans Kmoch (1894 - 1973), austriaco di origine, ma satunitense di adozione, ha pubblicato questo libro negli anni 50 e subito ebbe un grande consenso di pubblico e di critica. Ciò che colpisce immediatamente nella lettura di questo libro è il modo originale con cui l’Autore affronta la questione dei pedoni, accompagnato da un grande rigore di analisi e una grande meticolosità di trattazione. Possiamo trovarne un semplice esempio all’inizio del secondo capitolo.

CAPITOLO 2
I PEDONI
SULLE COLONNE

I pedoni sono al loro meglio quando possono marciare l'uno a fianco dell'altro, mentre la loro forza diminuisce notevolmente quando (a seguito di qualche cattura) si trovano l'uno davanti all'altro. Infatti è intuitivo che se due o più pedoni devono contendersi il possesso della stessa spanna anteriore, oppure devono superare la stessa sentinella per formare una leva, le loro qualità risultano in un certo senso sprecate.
Tuttavia questi fondamentali difetti delle strutture di pedoni estese in senso verticale non sempre si fanno sentire nella pratica. In primo luogo non va mai esclusa la possibilità, effettuando un'altra cattura, di ristabilire l'ordinario rapporto orizzontale fra i pedoni. Spesso, inoltre, gli inconvenienti legati al verticalizzarsi della struttura non impediscono al giocatore di crearsi pedoni passati in quello stesso settore oppure in altre zone della scacchiera.
Vediamo ora di approfondire i concetti test enunciati.

2.1 Il pedone doppiato o gemello

L'unico caso di una qualche importanza concreta in cui una configurazione di pedoni si sviluppa in verticale è la coppia verticale di pedoni generalmente nota come pedoni doppiati, e che noi chiameremo invece gemelli.
Alcuni, per distinguere un pedone doppiato dall'altro, parlano di pedone doppiato arretrato (ad esempio, pedone bianco in e2) e avanzato (in e3). Ci sembra più chiaro fare riferimento al gemello posteriore e al gemello anteriore.
La creazione e l'eliminazione di un pedone doppiato sono rispettivamente chiamate doppiatura e sdoppiatura.
Il metodo più consueto per sdoppiare un pedone consiste nello stabilire una leva (L’Autore denomina leva l’attacco di un pedone a un altro pedone. N.d.R.) che coinvolga il gemello anteriore. A seconda dell'esistenza o meno di questa leva, possiamo
distinguere fra tre tipi di pedoni doppiati: fasulli, sciolti e stretti.
Si ha un gemello fasullo se la possibilità di sdoppiare il pedone è garantita in anticipo ed è interamente rimessa alla volontà del giocatore. Ad esempio: 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Ab4 4.a3 Axc3+ 5.bxc3 (38).
In questi casi, la doppiatura ha natura meramente transitoria e non si accompagna normalmente a conseguenze negative.
Se la sdoppiatura del pedone non è ancora possibile, ma potrebbe diventarlo, si ha un gemello sciolto. Ad esempio: 1.e4 e6 2.d4 d5 3.Cc3 Ab4 4.e5 c5 5.a3 Axc3+ 6.bxc3 (39).
I gemelli sciolti sono il tipo più comune di pedone doppiato, e di regola sono anch'essi, come quelli fasulli, innocui o quasi.
Se per la sdoppiatura forzata impossibile anche solo in astratto, siamo di fronte ad un gemello stretto. Ad esempio: 1. d4 Cf6 2.c4 e6 3.Cc3 Ab4 4. a3 Axc3+ 5.bxc3 (40).
In questa posizione il Bianco non ha la minima speranza di utilizzare il suo gemello anteriore per formare una leva (a meno che non vengano giocate prima o poi d5 oppure b5, ma questa è una decisione che spetta unicamente al Nero). Il seguito più giocato nella posizione del diagramma 5…c5, con l'idea b6 e d6. Alla lunga verrà probabilmente a crearsi sulla scacchiera la cosiddetta formazione Wyvill: pedoni c3, c4, d5, e4 (B) contro pedoni c5, d6, e5 (N). In questa struttura il pedone doppiato ineliminabile del Bianco è un evidente han-dicap, e pertanto il primo giocatore sta peggio se non può contare su di un qualche compenso dinamico: nel caso della formazione Wyvill questo compenso è normalmente dato dalla possibilità di spingere il pedone 'f', impostando la leva aggressiva f4 (B) contro e5 (N).
Poniamo ora che nella posizione del diagramma 40 il tratto stia al Bianco; questi potrebbe giocare 1.c5, ritenendo (giustamente) che il Nero dovrà prima o poi spingere in b6 o in d6, permettendogli così di liberarsi del suo pedone doppiato. Tuttavia in questo modo il Bianco perderebbe un pedone debole solo a costo di procurarsene un altro: infatti dopo 1... b6 2.cxb6 axb6 il pedone a3 sarebbe isolato e arretrato.
Un gemello sciolto, se immobilizzato da una barricata estesa (ad esempio: pedoni bianchi in c2 e c3, pedone nero in c4), diventa a tutti gli effetti un gemello stretto, come avverrebbe qualora il Nero giocasse 6...c4 nella posizione del diagramma 39.

 

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